Cenni storici

Presentare il paese che mi onoro di amministrare è cosa ben difficile. Le mie radici affondano così profondamente in questa terra che, per non rischiare di essere di parte, proverò a non farmi guidare dalla passione. Piuttosto parlerò di Dugenta con le parole di chi racconta non una favola ma una storia quasi sempre documentata. C’era una volta ai tempi dei romani un piccolo villaggio bagnato dal fiume Isclero e dal Volturno, riparato dal vento dal monte Taburno, sotto gli occhi delle cime nevose del Matese. Pochi gruppi familiari vivevano in questa ridente campagna e si dedicavano alla coltivazione dei campi; dal rinvenimento di un gran quantitativo di anfore, tuttavia possiamo dire che qui vivevano anche artigiani. In questa terra e in quelle limitrofe si combatterono sanguinose battaglie tra Romani e Sanniti ricordiamo l’umiliazione dei romani costretti al passaggio sotto il giogo delle forche caudine nel 321 a.c.. Purtroppo poi il Sannio, dopo questa soddisfazione, dovette riconoscere la supremazia di Roma e sembra che da allora il villaggio prese la denominazione di duae gentes da cui deriverebbe “Dugenta”. Poi l’impero romano si dissolse e Dugenta fu luogo di passaggio dei longobardi , poi vennero i Saraceni e i Normanni. Si edificò il castello angioino di cui possiamo ammirare una parte più antica ormai diroccata ed una restante parte non ben conservata ad onore del vero. Qui fu ospite il papa Pasquale II proveniente da s.Agata dei Goti e diretto a Benevento. Proprio questo papa consacrò la chiesetta arcipretale ancora esistente nel borgo antico. Tutto questo avvenne intorno tral1110 e il 1112. Anche Manfredi di Svevia passò di qui prima di morire in “cò del ponte di Benevento” come ci racconta Dante. Poi il castello passò nelle mani della nobile famiglia dei Caetani e ne fu possessore il papa Bonifacio VIII che lo affidò ad un vicario. Ancora oggi nel borgo c’è un edificio che continuiamo a chiamare vicario. Naturalmente il castello di Dugenta oltre ad ospitare papi e nobili fu anche teatro di scene macabre di torture, intrighi ma questo attiene alla sfera della fantasia anche se si è certi di sotterranei e passaggi segreti ancora esistenti. Non possiamo non annoverare la battaglia che vide la vittoria dei garibaldini sui borbonici nell’ottobre del 1860 né lo scempio di Dugenta ad opera dei tedeschi in ritirata dalla sicilia nella II guerra mondiale. Da queste macerie il boom economico , gli abitanti di Dugenta , vissero un lungo periodo di benessere, di sviluppo industriale per la presenza del tabacchificio che promosse lavoro nello stabilimento ma anche tra gli agricoltori che si specializzarono nella coltivazione del tabacco. La cassa del mezzogiorno finanziò la realizzazione del’istituto agrario professionale con annesso convitto per gli studenti. Di tutto questo come se fosse storia antica oggi ci resta solo il ricordo. Dugenta versa in condizioni economiche precarie come del resto tutto il paese Italia. Ma i dugentesi continuano ad essere laboriosi. Da vecchie masserie sono nati molti agriturismi che vedono la presenza di numerosi napoletani e casertani alla ricerca della buona cucina genuina. Si registrano sempre più imprenditori che producono e commerciano, vino, olio, prodotti ortofrutticoli. Molti giovani purtroppo sono stati costretti ad andare via in cerca di lavoro. Molti di quelli che restano si sono organizzati in associazioni culturali e ludiche e sono protagonisti di iniziative che tengono sveglio il paese. Con grande orgoglio posso dire che Dugenta è un paese di origine agricola e quindi l’ambiente naturale fa parte della nostra cultura. A prima vista questo piccolo paese che oggi conta circa 2900 abitanti sembra non avere particolari caratteristiche di attrazione turistica ma per chi ne conosce la storia, per chi ci vive o solo lo attraversa è un borgo interessante da scoprire ed un luogo dove vivere bene . Storia, cultura, tradizione , paesaggio potrei dire incontaminato possono essere occasione dunque per stimolare un turismo semplice ma più colto e pronto a cogliere le ricchezze del territorio.

Ada Renzi
Sindaco di Dugenta

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